Description
L’ambiente, di origine contemporanea alla Sala capitolare, nel 1713 fu modificato in occasione del giungere da Roma delle spoglie di Sant’Urbano martire. In quell’occasione furono inseriti i due grandi armadi ancora esistenti e, sulla parete orientale, fu realizzato l’altare in muratura sovrastato dall’affresco della Vergine col Bambino e i Santi Matteo e Bonaventura, attribuibile a Giovanni Monevi.
Il vano si presentava in precario stato di conservazione per il disuso funzionale, a causa dell’estinzione delle confraternite subentrate ai padri francescani. Durante il restauro degli armadi è emerso sulla parete settentrionale un affresco del 1532, con la stessa iconografia dell’altare settecentesco. Inoltre sulla stessa parete è apparsa una decorazione a graticcio appartenente a una fase pittorica tardo-medioevale. Sul lato opposto è stato rinvenuto il dipinto di un cavaliere munito di scudo e vessillo con croce.
Il soffitto a cassettoni lignei è tardo medioevale.
Sul lato destro dell’altare è esposta una tela ottocentesca, che costituiva la terza fase di trasformazione della sacristia, successiva agli affreschi del 1532 sulla parete nord e del 1713 sulla stessa parete. Il dipinto era originariamente inserito in una cornice in stucco, sovrapposta sull’affresco alato di analogo soggetto, come testimoniano le lacune dell’intonaco dipinto.
Completano gli arredi di quest’ambiente una scultura lignea seicentesca dell’Ecce Homo.
Nell’armadio addossato alla parete meridionale sono esposti quattro maestosi reliquiari del settecento in lamina d’argento. Inoltre compare il reliquiario della Vera Croce del XVIII secolo.